Enciclica IA Papa Leone XIV: “Disarmare l’intelligenza | quotidiano360
Il Vaticano contro i robot assassini: Papa Leone XIV punta il dito contro la guerra dell’IA
CITTÀ DEL VATICANO — 25 maggio 2026
Lula Oficial / Wikimedia Commons / CC BY-SA 4.0
Summary
Papa Leone XIV ha pubblicato la sua prima enciclica, ‘Magnifica Humanitas’, un documento di oltre 100 pagine che mette in guardia contro i pericoli dell’intelligenza artificiale. Il Pontefice chiede di “disarmare” l’IA, denunciando il rischio di un “nuovo colonialismo” digitale e chiedendo che le decisioni letali non vengano mai affidate alle macchine.
CITTÀ DEL VATICANO — 25 maggio 2026
Papa Leone XIV ha lanciato lunedì un allarme senza precedenti sull’uso dell’intelligenza artificiale in guerra, chiedendo che la tecnologia venga “disarmata” e che non le sia mai permesso di “dominare l’umanità”, attraverso la sua prima enciclica intitolata ‘Magnifica Humanitas’.
Il documento, pubblicato nel giorno di Pentecoste e considerato una sorta di dichiarazione programmatica per il suo pontificato, rappresenta l’intervento più incisivo della Chiesa Cattolica nel dibattito globale su come l’IA stia plasmando il futuro della guerra, del lavoro e della società. Con oltre 100 pagine di analisi, il Papa, guida di circa 1,4 miliardi di cattolici nel mondo, inquadra l’intelligenza artificiale come la nuova rivoluzione industriale e lancia un appello per un suo radicale ripensamento etico e sociale.
Presentando il testo nell’Aula del Sinodo in Vaticano, affiancato da alti prelati, teologi e dal co-fondatore della società di IA Anthropic, Chris Olah, Leone XIV ha tracciato una linea netta contro la concentrazione di potere nelle mani di poche aziende tecnologiche globali e contro la delega alle macchine di scelte irreversibili.
L’appello al “disarmo” dell’intelligenza artificiale
Al cuore dell’enciclica risuona con forza il concetto di “disarmo” dell’IA, un termine che il Pontefice utilizza in un’accezione ampia, che va ben oltre il solo contesto militare. “Disarmare l’IA significa liberarla dalla mentalità della competizione ‘armata’, che oggi non si limita semplicemente al contesto militare, ma è anche un fenomeno economico e cognitivo”, ha scritto Leone XIV. Il Papa chiarisce che la sua non è una crociata contro il progresso tecnologico, ma un invito a un suo utilizzo più umano e consapevole.
“Disarmare non significa rinunciare alla tecnologia, ma impedire che essa domini l’umanità”, ha precisato il Pontefice, aggiungendo che “per questo motivo, limitarsi a regolamentarla è insufficiente; deve essere disarmata, accogliente e accessibile”. L’enciclica sottolinea come i sistemi d’arma autonomi basati sull’IA abbiano reso la guerra “più ‘fattibile’ nei tempi moderni”, un’evoluzione che il Papa giudica inaccettabile. Il documento è categorico su questo punto: “Non è lecito affidare decisioni letali o comunque irreversibili a sistemi artificiali”.
Senza mai nominare esplicitamente il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con il quale ha avuto scontri sulla guerra in Iran e sull’uso della religione per giustificare i conflitti, Leone XIV ha sottolineato che è “importante riaffermare che la teoria della ‘guerra giusta’, troppo spesso usata per giustificare qualsiasi tipo di guerra, è ormai superata”. E ha concluso lapidariamente: “Nessun algoritmo può rendere la guerra moralmente accettabile”. Per questo, il Papa chiede l’istituzione di leggi internazionali per affrontare l’uso crescente di armi automatizzate, garantendo la tracciabilità dei processi decisionali e la supervisione umana.
La denuncia del “nuovo colonialismo” dei Big Tech
L’enciclica ‘Magnifica Humanitas’ non risparmia critiche feroci alla concentrazione di potere nelle mani dei giganti della Silicon Valley. Leone XIV denuncia quello che definisce un “nuovo volto” del colonialismo, che non domina solo i corpi ma si appropria dei dati: flussi sanitari, profili epidemiologici, mappe genetiche e dati demografici. “Questi sono diventati le nuove terre rare del potere”, ha affermato il Papa, sostenendo che la tecnologia dell’IA nelle mani di pochi individui orientati al profitto rappresenta una nuova forma di dominio coloniale.
Il Pontefice mette in guardia dal pericolo che “gruppi piccoli ma molto influenti possano plasmare l’informazione e i modelli di consumo, condizionare i processi democratici e orientare le dinamiche economiche a proprio vantaggio, minando la giustizia sociale e la solidarietà tra i popoli”. Per Leone XIV, “l’IA tende ad amplificare il potere di chi già possiede risorse economiche, competenze e accesso ai dati”, allargando il divario “tra chi può partecipare alla rivoluzione digitale e chi rimane ai margini”.
Per contrastare questa deriva, il Papa chiede con forza che la proprietà dei dati degli utenti venga regolamentata. “Qui risiede una delle sfide morali più urgenti del nostro tempo: garantire che la conoscenza condivisa diventi un vero bene comune piuttosto che uno strumento di dominio”, ha scritto. “Questo richiede di restituire agli individui non solo i dati che li descrivono, ma anche la capacità di decidere come vengono utilizzati, da chi e a beneficio di chi”. L’enciclica insiste sulla necessità di un ampio controllo sociale sull’IA, con la partecipazione di comunità e individui alla programmazione, alla regolamentazione e alla condivisione dei suoi benefici.
La dignità umana al centro: contro lo schiavismo digitale e il transumanesimo
Fondamento teologico e antropologico dell’intera enciclica è il concetto di dignità umana. L’essere umano, scrive il Papa, è una creatura amata da Dio e in quanto tale “Magnifica”, grande e non ottimizzabile o riducibile a profitto. La dignità della persona “non dipende dalle capacità, dalla ricchezza o dalla posizione sociale di un individuo, né dalle scelte giuste o sbagliate compiute”, ma dal semplice fatto di esistere. Consegnare il processo decisionale alle macchine, avverte il documento, potrebbe “incoraggiare un eccessivo affidamento e la ricerca di risposte preconfezionate, indebolendo la creatività e il giudizio personali”.
Leone XIV si scaglia con durezza contro le filosofie del transumanesimo e del postumanesimo, molto popolari in alcuni ambienti della Silicon Valley, che “interpretano il progresso come superamento della condizione umana” e vedono limiti come la malattia, la disabilità e la vulnerabilità come qualcosa da eliminare. “Dobbiamo ricordare che l’umanità fiorisce non nonostante i limiti, ma spesso attraverso di essi”, ha ribattuto il Papa, aggiungendo che una vita senza limiti significherebbe, in ultima analisi, non essere umani. Il Cardinale Víctor Manuel Fernández, capo del dicastero dottrinale vaticano, ha sintetizzato questo concetto affermando che, a differenza di chi sostiene che “l’umanità ha raggiunto la sua data di scadenza e deve essere semplicemente sostituita”, la dottrina cattolica crede che “ogni essere umano abbia una dignità infinita”.
In questo contesto, il Pontefice descrive la dipendenza dei giovani dai chatbot come una nuova forma di “schiavitù” digitale. L’enciclica mette in guardia anche dalle “nuove forme di schiavitù” legate allo sfruttamento umano e ambientale nascosto dietro l’IA, dall’addestramento dei modelli su materiale protetto da copyright all’estrazione di minerali rari per l’hardware. Con un gesto di profonda autocritica storica, Leone XIV ha riflettuto sul lento percorso della Chiesa nella condanna della schiavitù, pienamente denunciata solo nel XIX secolo dal suo predecessore Leone XIII, scrivendo: “Per questo, a nome della Chiesa, chiedo sinceramente perdono”.
Un’alleanza inedita: il Papa e il fondatore di Anthropic
La presentazione dell’enciclica ha visto un momento di dialogo inedito tra fede e industria