Mamdani valuta l'arresto di Netanyahu a New York | quotidiano360
Il sindaco Mamdani valuta un possibile arresto di Netanyahu durante l'Assemblea generale dell'ONU
New York, 19 luglio 2026
Dmitryshein / Wikimedia Commons / CC BY-SA 4.0
Summary
Il neoeletto sindaco di New York Zohran Mamdani sta valutando di far arrestare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in occasione dell'Assemblea generale dell'ONU di settembre. L'ambasciatore israeliano all'ONU Danny Danon ha criticato duramente le riflessioni, accusando Mamdani di alimentare ostilità.
New York, 19 luglio 2026
Il sindaco di New York Zohran Mamdani, eletto nel novembre 2025, sta valutando se possa far arrestare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in occasione dell'Assemblea generale dell'ONU di settembre, sulla base di un mandato di arresto internazionale.
Il mandato della CPI come punto di partenza
Mamdani ha motivato la propria posizione sabato in un'intervista al "New York Times". Ha dichiarato: "Ich bin der Meinung, dass Ministerpräsident Netanjahu nach Den Haag gehört". Allo stesso tempo ha definito Netanyahu "criminale di guerra".
La base delle riflessioni di Mamdani è un mandato di arresto emesso nel novembre 2024 dalla Corte Penale Internazionale (CPI) dell'Aia nei confronti di Netanyahu per crimini di guerra nella Striscia di Gaza.
Mamdani ha tuttavia riconosciuto di non essere certo di avere, in qualità di sindaco, l'autorità di ordinare alla polizia di New York di arrestare un capo di Stato straniero. "Was auch immer mir das Gesetz in New York City erlaubt, das werden wir tun", ha detto. Ha aggiunto di stare attualmente consultando i propri consulenti legali.
L'annuncio di Mamdani durante la campagna elettorale
Il sindaco aveva già annunciato circa un anno prima della sua vittoria elettorale del novembre 2025 che, in qualità di sindaco, avrebbe ordinato un arresto sulla base del mandato di arresto internazionale contro Netanyahu. Durante la campagna elettorale del settembre 2025, tuttavia, si era espresso in modo più cauto quando gli venivano poste domande dirette sull'argomento.
Parallelo con Putin
In interviste al portale online Zeteo e all'emittente CNN, Mamdani ha dichiarato che New York deve rispettare i mandati di arresto internazionali, indipendentemente dal fatto che siano rivolti contro Benjamin Netanyahu o contro Vladimir Putin. Ha così tracciato un parallelo esplicito tra i due casi.
L'ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, ha reagito con dure critiche. Sulla piattaforma online X ha scritto: "Anstatt sich auf seine Aufgaben als Bürgermeister zu konzentrieren und der zunehmenden Welle des Antisemitismus in seiner Stadt entgegenzutreten, hat er sich dafür entschieden, Feindseligkeiten zu schüren und Schlagzeilen zu machen, indem er den Staat Israel angreift".
Dure critiche da Israele
Danon ha inoltre annunciato che Netanyahu, nonostante le minacce, avrebbe viaggiato a New York e vi avrebbe parlato "con grande orgoglio davanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite". L'Assemblea generale si svolge a settembre presso la sede delle Nazioni Unite a New York.
Anche lo stesso Netanyahu si è espresso in un'intervista a un'emittente radiofonica newyorkese. Ha accusato Mamdani di sostenere l'islamista Hamas e ha dichiarato: "Ich glaube, insgeheim hasst er Amerika". Con queste parole ha inasprito ulteriormente il tono di un confronto già molto acceso.
La controversia si inserisce in una fase di tensioni persistenti. Nonostante un cessate il fuoco concordato tra Israele e Hamas, la situazione nella Striscia di Gaza sarebbe ulteriormente peggiorata secondo le cronache: i beni medici scarseggiano e Israele continua a limitare gli accessi.
Questione giuridica e politica
Non è ancora chiaro come le autorità newyorkesi gestirebbero giuridicamente un'eventuale richiesta di arresto. Il mandato della CPI obbliga in linea di principio gli Stati parte a cooperare; tuttavia, la questione dell'immunità di un primo ministro in carica è politicamente e giuridicamente controversa. Mamdani ha sottolineato che si atterrà rigorosamente al diritto comunale di New York.
Per Mamdani la questione è anche politicamente delicata sul piano interno. Le tensioni tra la sua amministrazione e parti della comunità ebraica di New York avevano segnato la campagna elettorale. Danon ha richiamato esplicitamente, nelle sue critiche, una "crescente ondata di antisemitismo" in città.
L'Assemblea generale delle Nazioni Unite inizia ogni anno a settembre e richiama a New York numerosi capi di Stato e di governo. È considerata una delle più importanti piattaforme diplomatiche mondiali. Un eventuale tentativo di arresto durante quei giorni sarebbe un evento senza precedenti nella storia recente della città.
Mamdani aveva rappresentato posizioni progressiste durante la campagna elettorale, chiedendo tra l'altro un maggiore impegno della città per l'edilizia abitativa accessibile e la giustizia sociale. La sua posizione sul conflitto Israele-Hamas è stata uno dei temi più discussi della corsa alla carica di sindaco.
Prospettive per l'Assemblea generale dell'ONU
Gli osservatori interpretano le recenti dichiarazioni di Mamdani come un segnale che intende portare avanti anche dopo l'insediamento l'annuncio fatto in campagna elettorale. Allo stesso tempo sottolinea il vincolo del diritto vigente ed evita una minaccia diretta nei confronti di Netanyahu.
Se si arrivasse effettivamente a un arresto, la dimensione giuridica, diplomatica e di sicurezza a New York City sarebbe difficilmente prevedibile. La città diventerebbe allora teatro di un conflitto che riguarderebbe contemporaneamente le Nazioni Unite, il governo federale statunitense e la CPI.
Gli sviluppi delle prossime settimane mostreranno se Mamdani proseguirà nei suoi piani, quali pareri legali presenteranno i suoi consulenti e come reagiranno l'amministrazione comunale, ma anche Washington, a una possibile escalation. L'Assemblea generale delle Nazioni Unite di settembre si colloca così al centro dell'attenzione non solo sul piano diplomatico, ma anche giudiziario.
Questions & Answers
Chi è Zohran Mamdani?
Zohran Mamdani è il sindaco di New York City eletto nel novembre 2025. Sta valutando se possa far arrestare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in occasione dell'Assemblea generale dell'ONU.
Perché Mamdani valuta un arresto di Netanyahu?
Mamdani si appella a un mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale dell'Aia contro Netanyahu nel novembre 2024 per crimini di guerra nella Striscia di Gaza.
Come reagisce Israele alle dichiarazioni di Mamdani?
L'ambasciatore israeliano all'ONU Danny Danon ha criticato duramente Mamdani, accusandolo di alimentare ostilità invece di contrastare l'antisemitismo nella sua città. Netanyahu ha annunciato che, nonostante le minacce, si recherà a New York.