Vienna, 10 luglio 2026

La Federazione sciistica austriaca (ÖSV) ha inserito il freeride come sezione ufficiale a partire dalla stagione 2026/27, rispondendo così all'inserimento della disciplina nel programma olimpico a partire dal 2030.

La decisione è stata presa a margine della conferenza delle regioni dell'ÖSV ed è stata comunicata in un comunicato della federazione. Con la nuova sezione, l'ÖSV intende sviluppare ulteriormente in modo sostenibile lo sport del freeride in Austria e organizzarlo in modo professionale. „Mit Blick auf die olympische Zukunft wollen wir den Freeridesport in Österreich nachhaltig weiterentwickeln und professionell aufstellen“, si leggeva nel comunicato.

Il contesto è una decisione del Comitato Olimpico Internazionale, che ha inserito il freeride nel programma dei Giochi invernali. In occasione dei Giochi invernali del 2030 nelle Alpi francesi sono previste quattro gare di freeride con un totale di 44 atlete e atleti. La disciplina ottiene così una ribalta politico-sportiva che va ben oltre il circuito di Coppa del Mondo finora esistente.

Prospettiva olimpica dal 2030

Il direttore sportivo dell'ÖSV, Mario Stecher, ha richiamato l'attenzione sull'impegno organizzativo legato all'inserimento. „Wichtig ist, dass die erforderlichen organisatorischen und strukturellen Rahmenbedingungen geschaffen werden“, è stato citato Stecher nel comunicato. Parallelamente verranno attuate ulteriori misure per la professionalizzazione e l'ottimizzazione delle strutture.

Come centro nazionale di formazione e competenza per il freeride, secondo l'ÖSV dovrebbe fungere la sede di St. Christoph in Tirolo. Lì ha già sede la Ski Austria Academy, che in futuro dovrà seguire anche l'élite austriaca del freeride. La direzione del reparto della nuova sezione sarà comunicata a breve.

St. Christoph come centro di competenza

Il campione del mondo di freeride del 2023, Valentin Rainer, ha parlato di un „Meilenstein“ per la disciplina. Ha spiegato quale significato abbia la decisione per la disciplina e come guarda alle prime gare olimpiche tra quattro anni. L'inserimento nel programma olimpico lo valuta come un passo storico per una scena che finora si è sviluppata soprattutto al di fuori delle classiche strutture federali.

Con la nuova sezione cambia anche la logica dei finanziamenti nell'ÖSV. In futuro le strutture di allenamento e gara, i posti in squadra e la rappresentanza internazionale dovranno essere organizzati in modo analogo alle sezioni già affermate come sci alpino o skicross. Ciò comporta una professionalizzazione delle atlete e degli atleti, che finora erano spesso in viaggio come singoli o in piccole squadre.

Professionalizzazione della scena

Oltre al freeride, anche il synchro9 nel pattinaggio di figura è stato inserito nel programma olimpico. Le ulteriori discipline sono considerate un tentativo del CIO di rivolgersi a un target più giovane e di modernizzare il programma dei Giochi invernali. Per l'ÖSV si apre così un ulteriore campo in cui atlete e atleti austriaci potrebbero avere concrete possibilità di medaglia.

L'ÖSV ha sottolineato che le strutture dovranno essere costruite gradualmente entro i Giochi invernali del 2030. Tra queste figurano un calendario nazionale delle gare, standard di formazione uniformi e l'integrazione nell'amministrazione federale esistente. Anche la collaborazione con le federazioni sciistiche regionali dovrà essere potenziata per individuare i talenti in tempi brevi.

La scena freeride in Austria è considerata una delle più attive al mondo. Con la regione dell'Arlberg, il Montafon e le Alpi di Kitzbühel il Paese dispone di una fitta rete di pendii ripidi, fuoripista e aree di gara. La nuova sezione dovrà mettere a sistema questi vantaggi geografici e trasformarli in un'architettura sistematica di gare e allenamento.

Prospettive fino ai Giochi invernali

Con l'ingresso nell'ÖSV si conclude una fase in cui il freeride in Austria è stato sostenuto soprattutto da iniziative private, eventi locali e competizioni internazionali. In futuro la federazione assumerà la responsabilità della composizione delle squadre, della rappresentanza internazionale e del collegamento con il programma olimpico.

Nel complesso, l'ÖSV vede la decisione come parte di una strategia a lungo termine per essere presente in modo più ampio negli sport invernali. I prossimi anni fino al 2030 sono considerati una fase di transizione, nella quale dovranno essere create le strutture, preparate atlete e atleti e affermati i formati di gara.