Hamas scioglie il governo di fatto nella Striscia di Gaza – Israele parla di un «trucco»
Ginevra, 07 luglio 2026
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Summary
Hamas ha annunciato lo scioglimento del proprio governo di fatto nella Striscia di Gaza per trasferire l'amministrazione a un comitato di esperti. Israele interpreta la mossa come una manovra tattica e insiste sul disarmo dell'organizzazione islamista come condizione centrale.
Ginevra, 07 luglio 2026
L'islamista Hamas ha annunciato lo scioglimento del proprio governo di fatto nella Striscia di Gaza per aprire la strada a un nuovo organo amministrativo; Israele valuta la mossa come un «trucco» e chiede il disarmo dell'organizzazione come condizione preliminare.
Hamas ha reso noto lo scioglimento del proprio governo di fatto nella Striscia di Gaza. Come comunicato, il passo dovrebbe consentire il trasferimento dei compiti amministrativi e governativi al Comitato nazionale per l'amministrazione della Striscia di Gaza (NCAG). Lo scioglimento riguarda, secondo le indicazioni dell'islamologo Simon Wolfgang Fuchs, esclusivamente l'ala politica dell'organizzazione, non quella militare. «Nun löst die Hamas ihre De-facto-Regierung im Gazastreifen auf, wie sie bekannt gegeben hat», è stato detto al riguardo.
La reazione di Israele: accusa di «trucco»
Israele ha reagito al passo annunciato con una critica dura. Gideon Saar, ministro degli Esteri israeliano, ha parlato sulla piattaforma online X di un «trucco». Ha scritto: «Solange die Hamas ihre Waffen behält, wird natürlich jede zivile Regierung so handeln, wie es die Hamas vorschreibt». Il governo israeliano considera la rinuncia al disarmo di Hamas come condizione centrale per qualsiasi nuova amministrazione nella Striscia di Gaza e indica il mantenimento delle armi come «red flag».
Il contesto dell'annuncio è il cosiddetto piano Trump per la pace nella Striscia di Gaza, proposto dal presidente statunitense Donald Trump nell'autunno dell'anno scorso. Circa otto mesi fa Israele e Hamas hanno firmato un accordo su questa base. Esso prevede un'autogoverno palestinese nella Striscia di Gaza, accompagnato da un ritiro graduale di Israele. Il piano prevede inoltre che arrivi nel territorio costiero un volume nettamente maggiore di aiuti umanitari, tra cui carburante, componenti prefabbricati e attrezzature pesanti per la rimozione delle macerie.
Il piano Trump come quadro
Resta poco chiaro in che misura Hamas consegnerà le proprie armi. L'organizzazione islamista, secondo le proprie dichiarazioni, non è più disposta a cedere completamente le armi, ma solo a deporle – eventualmente davanti a un futuro comitato palestinese. Israele invece insiste su un disarmo incondizionato come precondizione per qualsiasi nuova amministrazione. «Die Hamas ist nicht mehr bereit, ihre Waffen abzugeben, sondern nur noch, sie niederzulegen», così la descrizione.
Con lo scioglimento del proprio governo Hamas persegue, secondo la valutazione di Simon Wolfgang Fuchs, un obiettivo strategico: «Die Aufgabe ihrer Regierung ist ein strategisch geschickter Schachzug der Hamas, um der Weltöffentlichkeit zu zeigen: Wir sind interessiert, dieses Abkommen umzusetzen». Una simile amministrazione tecnocratica sarebbe più accettabile per gli Stati donatori e le organizzazioni internazionali rispetto a una prosecuzione del dominio di Hamas, sottolinea l'esperto.
Questioni aperte su armi e sicurezza
La prevista amministrazione transitoria tramite un governo di tecnocrati non è ancora giunta nella Striscia di Gaza. Anche un cosiddetto campo pilota a Rafah, nel sud del territorio costiero, che dovrebbe sorgere in una sezione controllata da Israele, non è stato finora allestito. Israele controlla, secondo le indicazioni dell'esperto, il 60 percento della Striscia di Gaza.
Resta inoltre aperto quale influenza Hamas eserciterà dietro le quinte e chi dovrà assumersi la responsabilità delle strutture di sicurezza. Di fatto il «Comitato per la supervisione e il coordinamento dell'azione di governo» fungeva da governo fin dalla presa del potere di Hamas nel 2007, gestendo ministeri, autorità, servizi comunali, pubblico impiego e coordinamento della sicurezza interna.
Contesto: amministrazione parallela dal 2007
Il governo di fatto di Hamas nella Striscia di Gaza non era riconosciuto a livello internazionale. Era sorto dopo il 2007 come amministrazione parallela all'Autorità Palestinese (PA) riconosciuta a livello internazionale, con sede a Ramallah in Cisgiordania. Se con lo scioglimento possa ora effettivamente entrare in funzione una nuova amministrazione resta quindi aperto.
Gli impegni finanziari degli Stati del Golfo per la ricostruzione esistono finora perlopiù solo sulla carta. Anche il Consiglio di pace previsto nel piano di pace, secondo l'esperto, non dispone di fondi. La ricostruzione della Striscia di Gaza, in larga misura distrutta nella guerra contro Israele, con i suoi circa due milioni di abitanti, resta così una delle maggiori questioni irrisolte.
Un ulteriore ostacolo è la posizione statunitense. L'amministrazione USA ha segnalato che potrebbe immaginare di portare avanti il processo anche senza una promozione attiva e senza l'imposizione del disarmo di Hamas. Ciò è in contraddizione con la posizione israeliana, che considera il disarmo come condizione centrale.
Si aggiungono ragioni di politica interna sul fronte israeliano: «Und ich glaube, auch der Wahlkampf in Israel verhindert konkrete Schritte bis Oktober», ha dichiarato l'esperto. Progressi concreti nell'attuazione del piano di pace in Israele sono quindi attesi al più presto dopo le elezioni in autunno.
Ostacoli su finanziamenti e politica
Anche la guerra con l'Iran ha spinto in secondo piano, secondo Fuchs, il processo di pace per Gaza. La situazione geopolitica e l'attenzione che il conflitto con l'Iran assorbe hanno fatto sì che l'attuazione del piano proceda a rilento da mesi.
In Israele l'annuncio di Hamas viene quindi valutato come un segnale formale privo di sostanza sufficiente. I principi fondamentali del «piano Trump» – il disarmo di Hamas e di tutte le altre organizzazioni terroristiche nonché la smilitarizzazione completa della Striscia di Gaza – restano insoddisfatti dal punto di vista israeliano fintanto che Hamas mantiene le proprie armi.
Prospettive: attuazione incerta
L'intervista è stata condotta da Vera Deragisch con l'islamologo Simon Wolfgang Fuchs per SRF News. La valutazione del passo resta quindi divisa anche nell'analisi scientifica: mentre alcuni vi leggono un'apertura strategica di Hamas, altri sottolineano la necessità di passi concreti su consegna delle armi e sicurezza.
Presupposto per ogni progresso resta la questione davanti a chi Hamas deporrebbe le armi e chi dovrà garantire in futuro la sicurezza nella Striscia di Gaza. Senza una risposta vincolante a questa domanda, secondo la valutazione unanime, né gli Stati donatori né le organizzazioni internazionali investiranno su larga scala nella ricostruzione.
Questions & Answers
Chi è Gideon Saar?
Gideon Saar, secondo i fatti disponibili, è il ministro degli Esteri israeliano. Ha definito «trucco» l'annuncio di Hamas di sciogliere il proprio governo e ha preso posizione sulla piattaforma X.
Cos'è il Comitato nazionale per l'amministrazione della Striscia di Gaza (NCAG)?
L'NCAG è un comitato di esperti al quale Hamas, secondo la propria rappresentazione, intende trasferire i compiti amministrativi e governativi nella Striscia di Gaza. Se possa effettivamente avviare i propri lavori è, secondo l'esperto interpellato, una questione aperta.
Perché Israele ha criticato come «trucco» lo scioglimento del governo di Hamas?
Israele considera il disarmo di Hamas come condizione centrale per qualsiasi nuova amministrazione nella Striscia di Gaza. Poiché Hamas, secondo le proprie dichiarazioni, è disposta solo a deporre le armi ma non a cederle incondizionatamente, Israele valuta la mossa come una manovra formale priva di sostanza suffic
Hamas scioglie il governo nella Striscia di Gaza: contesto | quotidiano360