Everest record 2026: Tyler Andrews in vetta in 9:55 ore | quotidiano360
Everest, trail runner statunitense stabilisce nuovo record di velocità: dal campo base alla vetta in meno di 10 ore
KATHMANDU — 28 maggio 2026
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Summary
Il trail runner statunitense Tyler Andrews ha raggiunto la vetta dell'Everest dal campo base in 9 ore e 55 minuti, battendo di oltre un'ora il precedente record di velocità con ossigeno supplementare. La direttrice dell'archivio Himalayan Database, Billi Bierling, ha definito l'impresa "molto impressionante", pur sottolineando le differenze con un record ottenuto senza l'ausilio di bombole.
KATHMANDU — 28 maggio 2026
Il trail runner statunitense Tyler Andrews ha stabilito un nuovo record di velocità sull'Everest, completando la scalata dal campo base fino alla vetta, a circa 8.850 metri di altitudine, in meno di dieci ore.
Secondo quanto riportato dalla testata specializzata online ExplorersWeb, Andrews ha impiegato esattamente 9 ore e 55 minuti per l'ascesa, migliorando di circa un'ora il precedente primato stabilito nel 2003 dallo sherpa Lakpa Gelu. L'atleta ha poi completato la discesa di ritorno in 16 ore e 32 minuti.
"Mich hat es immer motiviert, als Sportler an meine eigenen Grenzen zu gehen, und der Aufstieg zum Gipfel in 9:55 Stunden (und der Rückweg in 16:32 Stunden) ist eine der härtesten Sachen, die ich je gemacht habe", ha dichiarato l'extremsportler a ExplorersWeb dopo il rientro.
Il confronto con il record precedente
Il primato precedente apparteneva a Lakpa Gelu Sherpa, che nel 2003 aveva coperto lo stesso tragitto in poco meno di undici ore. Un confronto diretto tra le due prestazioni è tuttavia complicato da diverse variabili, a partire dall'utilizzo dell'ossigeno supplementare.
Secondo le informazioni diffuse da ExplorersWeb, Andrews ha iniziato a utilizzare bombole di ossigeno già dal Campo 2, situato a 6.400 metri, con un flusso di quattro litri al minuto. Lakpa Gelu, al contrario, aveva fatto ricorso all'ossigeno supplementare solo a partire dal Campo 4, a quota 7.950 metri. Per lo sherpa, inoltre, non è noto il flusso esatto utilizzato, poiché l'Himalayan Database non registra questo dato, ma all'epoca erano tipici flussi da due o al massimo tre litri al minuto.
Anche le condizioni del percorso cambiano di anno in anno. Esperti capi spedizione e alpinisti hanno riferito che il Khumbu Icefall, il temuto seracco di ghiaccio, in questa stagione si presentava particolarmente "veloce", con un numero significativamente inferiore di scale e un tracciato molto diretto. La stagione di arrampicata sull'Everest era inoltre già giunta al termine quando Andrews ha tentato il record, garantendo all'atleta un percorso molto meno affollato del solito. "Am 20. Mai war das anders. Da waren 274 Menschen unterwegs und es gab an der Hillary Step wohl Wartezeiten bis zu drei Stunden", ha spiegato Billi Bierling, a riprova di come l'assenza di code possa influire sul tempo totale di ascesa.
Il dibattito sull'ossigeno supplementare
La prestazione di Andrews ha riacceso il dibattito sul significato dei record di velocità in alta quota ottenuti con l'ausilio di bombole. Billi Bierling, a capo dell'archivio Himalayan Database che dal 1963 documenta le spedizioni himalayane in Nepal, ha offerto una prospettiva critica.
"Natürlich ist es eine sehr beeindruckende Leistung, den Everest - auch mit Flaschensauerstoff - in dieser Zeit vom Basislager bis zum Gipfel zu besteigen", ha dichiarato Bierling all'agenzia di stampa tedesca dpa. La direttrice ha poi aggiunto un paragone significativo: "Die meisten Menschen benötigen dafür allein vom Lager 4 auf 7.950 Metern bis zum Gipfel ähnlich lange." La maggior parte degli alpinisti, cioè, impiega un tempo paragonabile solo per l'ultimo tratto dal Campo 4 alla vetta.
Bierling, che ha scalato personalmente diversi ottomila senza l'ausilio di ossigeno supplementare, ha tuttavia messo in guardia da paragoni impropri. "Einen Geschwindigkeitsrekord am Berg unter Verwendung von Flaschensauerstoff könne man aber nicht mit einem Rekord in einem Stadion vergleichen", ha affermato, sottolineando come la sostanza riduca fortemente l'altitudine percepita, configurandosi di fatto come un agente dopante. "Zudem denke ich, dass man als Athlet einen solchen Rekord ohne Flaschensauerstoff bestreiten sollte", ha concluso. Una scalata dell'Everest senza ossigeno supplementare, ha ricordato, resta una delle sfide più grandi, portata a termine solo da pochissime persone. Lo stesso Andrews, prima di questo tentativo, aveva più volte provato a scalare la montagna senza bombole, dovendo però rinunciare in ogni occasione.
L'impresa più notevole dell'anno
Pur riconoscendo la straordinarietà dell'impresa di Andrews, Billi Bierling ha voluto evidenziare quella che, a suo giudizio, è stata la performance più notevole della stagione sull'Everest. "Das beeindruckendste, was ich dieses Jahr am Everest gesehen habe, war Bartek Ziemskis Skiabfahrten vom Lhotse und vom Everest, die er jeweils alleine und ohne Flaschensauerstoff bestiegen hat", ha dichiarato.
Bierling, che non ha ancora avuto modo di parlare personalmente con Tyler Andrews, ha fornito queste valutazioni basandosi sui resoconti degli alpinisti e dei capi spedizione con cui è in costante contatto per il lavoro di documentazione dell'Himalayan Database.
Questions & Answers
Quanto tempo ha impiegato Tyler Andrews per salire dal campo base alla vetta dell'Everest?
Tyler Andrews ha completato la salita in 9 ore e 55 minuti, battendo di circa un'ora il record precedente.
Perché il record di Tyler Andrews è oggetto di discussione?
Il dibattito riguarda l'uso dell'ossigeno supplementare, che Andrews ha utilizzato già dal Campo 2 a 6.400 metri, mentre il precedente detentore del record lo aveva usato solo dal Campo 4. Billi Bierling ha sostenuto che un record di velocità in montagna con le bombole non è paragonabile a uno in uno stadio.
Qual è stata l'impresa più impressionante sull'Everest nel 2026 secondo l'Himalayan Database?
Secondo Billi Bierling, direttrice dell'archivio, la performance più notevole è stata la doppia discesa con gli sci dal Lhotse e dall'Everest compiuta da Bartek Ziemski, che ha scalato entrambe le montagne da solo e senza ossigeno supplementare.