Escalatione nel Golfo: i Pasdaran iraniani attaccano basi militari americane in Bahrein e Kuwait
Manama, 09 luglio 2026
Gerd Eichmann / Wikimedia Commons / CC BY 4.0
Summary
I Pasdaran iraniani hanno annunciato di aver attaccato nuovamente con missili e droni alcune basi militari americane in Bahrein e Kuwait. In Bahrein le sirene di allarme hanno ripreso a suonare in mattinata; il ministero dell'Interno ha invitato la popolazione a mantenere la calma e a recarsi in un luogo sicuro.
Manama, 09 luglio 2026
I Pasdaran iraniani hanno annunciato di aver attaccato nuovamente nella notte tra mercoledì e giovedì alcune basi americane in Bahrein e Kuwait con missili e droni, mentre in Bahrein in mattinata le sirene di allarme hanno ripreso a suonare.
Obiettivo degli attacchi: infrastrutture militari USA
MANAMA. Le tensioni nel Golfo Persico si sono ulteriormente inasprite nella mattinata di giovedì. I Pasdaran – forza d'élite del Paese – hanno annunciato di aver colpito nella notte basi americane sia in Bahrein sia nello Stato del Golfo del Kuwait. Secondo le dichiarazioni ufficiali, riprese dai media iraniani, sarebbero state prese di mira "infrastrutture e installazioni importanti" dell'esercito statunitense.
Secondo i media statali iraniani, gli attacchi erano diretti "contro basi americane nella regione". Tra l'altro, si è riferito dell'impiego di un sistema di difesa missilistica Patriot in Kuwait, di un sistema di allerta preventiva in Qatar e di serbatoi di carburante in Bahrein. L'obiettivo sarebbe stato indebolire la capacità dell'Iran di minacciare la navigazione nello Stretto di Hormuz, ha spiegato il comando militare statunitense competente, il CENTCOM, in relazione a una parallela offensiva americana.
Bilancio delle vittime e dei danni
Secondo il ministero della Salute iraniano, nelle due ondate di attacchi americani che hanno preceduto le rappresaglie iraniane sarebbero state uccise almeno 14 persone e altre 78 sarebbero rimaste ferite. Il bilancio esatto delle vittime delle rappresaglie iraniane nella regione non è stato inizialmente quantificato. In Bahrein le sirene di allarme hanno ripreso a suonare in mattinata, come comunicato dal ministero dell'Interno.
Le forze armate del Bahrein hanno fatto sapere che la difesa aerea ha intercettato diversi attacchi iraniani con droni e missili. I residenti sono stati invitati a "mantenere la calma e a recarsi in un luogo sicuro". Gli allarmi sembravano riguardare più ondate di droni e missili giunte sul regno nelle prime ore del mattino.
Il Kuwait comunica di aver intercettato tutti i proiettili
Nel frattempo le forze armate kuwaitiane hanno comunicato che il Paese è stato attaccato con un totale di "tre missili, dieci droni e un missile da crociera". Tutti i missili, i droni in arrivo e il missile da crociera lanciato contro il Kuwait sono stati intercettati, si è precisato. La caduta di detriti ha provocato danni materiali in alcune località e il ferimento di una persona.
Le forze armate americane avevano attaccato nella notte, lungo la costa iraniana, circa 90 obiettivi militari, tra cui sistemi di difesa aerea, impianti di sorveglianza costiera e depositi di missili e droni. Già il giorno prima gli USA, secondo le proprie dichiarazioni, avevano colpito oltre 80 obiettivi in Iran, giustificando l'azione con attacchi contro navi mercantili. Con la nuova offensiva militare si intende indebolire la capacità dell'Iran di "minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz", ha comunicato il CENTCOM.
Attacchi americani contro obiettivi costieri iraniani
Come riportato inoltre dalla televisione di Stato iraniana, nelle ultime ore l'esercito iraniano avrebbe impiegato "un gran numero di droni kamikaze di vari tipi" contro gli obiettivi citati. Tra l'altro, cacciatorpediniere e navi americane al largo della costa del Bahrein sarebbero stati attaccati con missili da crociera, si legge in un servizio della radio di Stato.
Secondo le informazioni, anche una base aerea in Giordania sarebbe stata colpita con missili balistici. Con ciò il cerchio dei Paesi coinvolti si sarebbe allargato oltre la regione del Golfo. Secondo quanto riferito dai media internazionali, le autorità di diversi Paesi hanno limitato la libertà di movimento dei reporter e la possibilità di scattare foto o effettuare riprese video in diretta in luoghi sensibili.
Il Corpo dei Pasdaran ha avvertito, secondo una dichiarazione diffusa dall'IRIB, che l'Iran estenderà la propria reazione ad altre basi americane nella regione qualora gli USA dovessero intraprendere azioni di rappresaglia. I Pasdaran hanno inoltre pubblicato la minaccia: "Lassen Sie mich eines klarstellen: Wer angreift, wird selbst angegriffen." Anche il capo negoziatore di Teheran, Mohammed-Bagher Ghalibaf, ha minacciato Washington: "Die Vereinigten Staaten haben immer noch nicht begriffen, dass Einschüchterung und Wortbruch nicht mehr ohne Folgen bleiben", ha scritto sul servizio online X.
Minacce da Teheran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato nel frattempo, a bordo dell'aereo presidenziale durante il volo di ritorno dal vertice NATO verso Washington, che la tregua concordata con Teheran è "finita". Riferendosi alla leadership di Teheran e all'accordo quadro tra USA e Iran per porre fine al conflitto, ha affermato: "Sie verletzen das Abkommen jeden Tag." Ha inoltre sostenuto: "Sie haben vor Kurzem angerufen, sie wollen unbedingt ein Abkommen abschließen."
Secondo informazioni del portale di notizie statunitense Axios, la Casa Bianca si sta preparando a un possibile confronto militare con l'Iran della durata di diversi giorni o addirittura di diverse settimane. Cresce così la preoccupazione per un incendio regionale di lungo periodo in un'area in cui è concentrata una parte significativa delle infrastrutture petrolifere ed energetiche mondiali.
Reazioni internazionali
Il segretario generale dell'ONU António Guterres ha chiesto un ritorno delle parti in conflitto al tavolo delle trattative e ha invitato "tutte le parti ad esercitare la massima moderazione, a evitare ogni ulteriore escalation e ad adottare senza indugio misure di de-escalation". Il Pakistan ha dal canto suo esortato "tutte le parti a rispettare con fermezza i rispettivi impegni derivanti dal Memorandum d'Intesa di Islamabad", come dichiarato dal ministero degli Esteri pakistano.
Osservatori hanno sottolineato che la nuova escalation si è verificata durante le cerimonie funebri in corso dal 4 luglio per il defunto leader supremo iraniano – circostanza che potrebbe accrescere ulteriormente la portata politica interna delle rappresaglie. Lo Stato del Golfo del Bahrein è da decenni il più stretto alleato degli USA nella regione e ospita il quartier generale della 5ª Flotta della Marina statunitense.
Rischio per l'approvvigionamento energetico globale
Osservatori internazionali vedono nella parallela chiusura di parti delle infrastrutture energetiche e di trasporto nel Golfo un segnale d'allarme per l'economia globale. Diversi Stati del Golfo avevano già provvisoriamente fermato aeroporti e impianti energetici nelle scorse settimane. L'area del Golfo, ricca di petrolio, sostiene dall'inizio della guerra in Medio Oriente il peso principale delle rappresaglie iraniane, che si sono dirette non solo contro strutture americane, ma anche contro infrastrutture civili come impianti energetici e aeroporti.
I prossimi giorni mostreranno se gli appelli diplomatici e le offerte di mediazione provenienti da Islamabad e New York sortiranno effetto, oppure se il conflitto si allargherà fino a diventare un incendio regionale aperto, con ripercussioni sullo stretto strategicamente più importante del mondo, lo Stretto di Hormuz.
Attacchi iraniani contro Bahrein e Kuwait: escalation nel | quotidiano360