Affäre um Fördergelder: Ex-Senatorin Wedl-Wilson verteidigt Entscheidung und verweigert Aussage im Untersuchungsausschuss
BERLIN – 29. Mai 2026
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Summary
L'ex-senatrice berlinese Sarah Wedl-Wilson ha difeso la sua decisione di assegnare fondi per la lotta all'antisemitismo, definendola "politicamente corretta e necessaria". Durante l'audizione davanti alla commissione d'inchiesta, ha però rifiutato di rispondere a numerose domande, scatenando critiche trasversali da parte dei parlamentari.
BERLIN – 29. Mai 2026
L'ex-senatrice berlinese per la Cultura Sarah Wedl-Wilson ha difeso la sua decisione di assegnare fondi milionari per progetti contro l'antisemitismo, ma ha in gran parte rifiutato di rispondere alle domande durante la sua audizione di fronte alla commissione parlamentare d'inchiesta che indaga sulla vicenda.
La difesa politica di una scelta contestata
Nel suo statement introduttivo, l'ex-senatrice, che era indipendente ma in quota CDU, ha motivato la sua azione con la necessità di attuare la volontà politica del parlamento. "La decisione politica di utilizzare questi fondi era giusta e necessaria", ha dichiarato Wedl-Wilson, aggiungendo che la delibera dell'Abgeordnetenhaus di stanziare milioni per la lotta all'antisemitismo era "nel merito corretta".
L'ex-responsabile della Cultura ha dipinto un quadro di urgenza, descrivendo Berlino come "la città in cui le aggressioni antisemite sono diventate quotidiane". Ha sottolineato che i progetti in questione le sembravano "adatti nei contenuti e quindi meritevoli di finanziamento". Wedl-Wilson ha inoltre affermato di aver agito rapidamente per evitare che i fondi, come già accaduto nel 2024, rimanessero inutilizzati per un altro anno, rischiando di far perdere al Land un'altra annualità di risorse per la lotta all'antisemitismo.
Il ruolo di Chialo e le rivelazioni sui fondi
Un punto centrale della sua deposizione ha riguardato il ruolo del suo predecessore, Joe Chialo. Wedl-Wilson ha dichiarato che Chialo aveva "già promesso l'assegnazione dei fondi" prima del suo insediamento. Secondo la sua ricostruzione, al momento di assumere l'incarico nel maggio 2025, si è trovata di fronte a una situazione in cui la maggioranza parlamentare premeva per il finanziamento di specifici progetti.
L'ex-senatrice ha rivelato un dettaglio significativo: la sua amministrazione le aveva comunicato di "non essere in grado di effettuare una verifica contenutistica per stabilire se i progetti fossero effettivamente idonei alla lotta contro l'antisemitismo". "All'epoca la cosa mi aveva stupito", ha commentato. Di fronte a questo scenario, ha spiegato di aver visto solo due opzioni: "O attuo la volontà politica dell'Abgeordnetenhaus, oppure il Land perde un altro anno senza poter utilizzare i fondi per la lotta all'antisemitismo".
Un ambiente amministrativo caotico
Wedl-Wilson, che proviene dal mondo del management culturale ed era stata Segretaria di Stato per la Cultura dal 2023 prima di assumere la carica di senatrice, ha descritto l'ambiente di lavoro che aveva trovato. Ha parlato di una "situazione disordinata" all'interno dell'amministrazione culturale.
Un elemento di complessità, ha spiegato, era dato dal fatto che il dipartimento responsabile per i fondi in questione, quello per la coesione sociale, era stato assegnato all'amministrazione culturale solo a partire dal 2023. Questa recente riorganizzazione, a suo dire, contribuiva a spiegare le difficoltà incontrate nella gestione delle pratiche.
L'ammissione tardiva e la difesa legale
Solo in un secondo momento, ha ammesso Wedl-Wilson, le è stato chiaro che la sua azione avrebbe potuto configurare una violazione del codice di bilancio regionale (Landeshaushaltsordnung). "Se all'epoca avessi riconosciuto ciò che la Corte dei Conti regionale espone nella sua relazione, questo avrebbe sicuramente influenzato la mia decisione", ha dichiarato. Ha poi aggiunto, con una valutazione a posteriori: "Retrospettivamente, il finanziamento è certamente criticabile".
Nonostante questa ammissione, l'ex-senatrice ha tracciato una netta linea di demarcazione sulle responsabilità, sostenendo di essersi fatta carico anche di colpe non sue. "Ho anche assunto la responsabilità per eventi che non sono accaduti durante il mio mandato", ha affermato, per poi concludere con un appello: "Chiedo alla commissione di operare con attenzione questa distinzione delle responsabilità".
La reazione della commissione e le accuse di ostruzionismo
La strategia processuale di Wedl-Wilson ha rapidamente esaurito la pazienza dei membri della commissione. Per gran parte della sua presenza, l'ex-senatrice ha opposto un rifiuto a rispondere, trincerandosi dietro la convinzione di non essere obbligata a farlo. "Non è concepibile alcuna domanda a cui io debba rispondere secondo la costante giurisprudenza della Corte Costituzionale Federale", ha sostenuto.
I parlamentari di tutti gli schieramenti hanno contestato fermamente questa posizione. Il deputato della CDU Stephan Lenz ha chiarito: "Lei non ha un diritto di rifiuto di testimoniare illimitato". La presidente della commissione, Manuela Schmidt (Die Linke), e il deputato dei Verdi Daniel Wesener hanno definito il comportamento di Wedl-Wilson "deludente". Wesener ha rincarato la dose, ricordandole: "In passato ha più volte dichiarato che avrebbe testimoniato in commissione d'inchiesta".
I sospetti sul ruolo del governatore Wegner
Mentre l'attenzione era puntata sull'ex-senatrice, nuove ombre si sono addensate sulla figura del governatore di Berlino, Kai Wegner. Il politico della CDU aveva dichiarato il 7 maggio in plenaria di aver appreso dai media lo scandalo sui fondi per "progetti di particolare rilevanza politica". Tuttavia, documenti e testimonianze sembrano contraddirlo.
Secondo quanto emerso, il 7 marzo Joe Chialo aveva informato il gruppo parlamentare della CDU, durante la sua riunione periodica, dei piani per assegnare 3,4 milioni di euro a "progetti di particolare rilevanza politica", di cui tre milioni sotto la diretta responsabilità della CDU. La Cancelleria del Senato, su richiesta, ha confermato che il governatore Wegner aveva partecipato a quella riunione dalle 16:00 alle 16:15, ovvero fino al suo termine.
Il deputato dei Verdi Christian Goiny ha commentato la discrepanza con durezza: "I documenti dicono qualcosa di diverso o lo suggeriscono". Ha poi aggiunto, in un'intervista a RBB-Inforadio, che Wegner "era evidentemente informato per tempo, almeno per quanto riguarda determinati progetti. Ci sono indizi che si sia anche impegnato molto personalmente per singoli progetti".
I prossimi passi dell'inchiesta
La commissione d'inchiesta, istituita nel dicembre 2025 su richiesta dei Verdi e della Linke, ha il compito di fare piena luce su una vicenda che la Corte dei Conti di Berlino ha bollato come "evidentemente illegittima". Il rapporto dell'organo di controllo aveva stroncato il finanziamento di 13 progetti per un totale di 2,6 milioni di euro, contestando, tra le altre cose, la mancata verifica adeguata dei progetti.
L'indagine si preannuncia ancora lunga e complessa. Oltre a Wedl-Wilson, considerata una figura chiave dell'affare, è stato convocato come testimone anche l'ex-Segretario di Stato all'amministrazione culturale, Oliver Friederici (CDU). L'ex-senatore Chialo, che si era dimesso nel maggio 2025 per altre ragioni, è atteso in commissione. Un altro testimone ha espresso solidarietà alla posizione dell'ex-senatrice, affermando: "Trovo insopportabile che la signora Wedl-Wilson debba pagare per ciò